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Virus

Ideazione, drammaturgia e scena Lucia Franchi e Luca Ricci
Collaborazione alla drammaturgia e azione Simone Faloppa e Pietro Naglieri
Voce Marco Fumarola
Realizzazione scena Luca Giovagnoli e Stefan Schweitzer
Materiali plastici Katia Titolo
Ambiente sonoro Fabrizio Spera
Organizzazione Laura Caruso
Regia Luca Ricci

Produzione CapoTrave
Con il sostegno di Kilowatt Festival e Regione Toscana
Residenze creative presso L’Arboreto/Teatro Dimora di Mondaino (Rn), Rialto Santambrogio di Roma, Teatro Comunale “G. Papini” di Pieve Santo Stefano (Ar), Teatri di Anghiari (Ar), Teatro Furio Camillo di Roma

Nulla è meno spettacolare d’un flagello e, per la loro stessa durata, le grandi sciagure sono monotone. (Albert Camus, La peste)

Un topo, poi un altro topo, poi un altro, un altro ancora. Con questa progressione di insidie, inizialmente non del tutto esplicita nella sua gravità, l’epidemia si fa strada nella città degli uomini.
Il persistere sottotraccia e lo scoppiare improvviso di un virus riguardano la presenza del male.
Ma questo male, questa crisi, non intervengono da fuori, non sono portati dai “cattivi”, siano essi gli stranieri, i cosiddetti malati, quelli diversi.
Non arrivano neppure dall’alto, dalle burocrazie irraggiungibili, dalle sfere politiche. E dall’alto neppure si possono risolvere.
Il male è tra noi. È questione individuale e pure sociale. Di ciascuno e di tutti. Ognuno lo porta con sé e lo riverbera, magari senza saperlo, sugli altri. Il processo è a catena, epidemico.
Il virus vive nascosto: è la dose di male che ci portiamo dentro. Dorme tra noi, insieme al nostro sonno, in massima parte esso è il nostro stesso sonno.

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